Il piano Ue per l’auto: più tempo ai costruttori sugli obiettivi CO2

Con il piano d’azione del 5 marzo, la Commissione propone di valutare il rispetto dei limiti di emissione sulla media 2025-2027 anziché anno per anno. Cosa cambia per il mercato

Il 5 marzo 2025 la Commissione europea ha presentato il piano d’azione industriale per il settore automobilistico, frutto del dialogo strategico avviato a gennaio con costruttori, sindacati e Stati membri. La misura più attesa riguarda gli obiettivi di CO2 delle auto nuove.

Il problema: le multe del 2025

Dal 2025 le regole europee chiedono ai costruttori di ridurre le emissioni medie delle auto vendute del 15% rispetto ai valori del 2021. Chi non rispetta l’obiettivo rischia sanzioni pesanti. Con le vendite di auto elettriche sotto le attese, diversi costruttori si trovavano davanti a un bivio: pagare multe miliardarie, tagliare le vendite di auto termiche o acquistare crediti da concorrenti più avanti nell’elettrico.

La soluzione proposta: la media su tre anni

Il piano annunciava, e la proposta formale presentata dalla Commissione il 1° aprile ha confermato, una modifica mirata del regolamento: il rispetto degli obiettivi per il 2025, 2026 e 2027 verrebbe valutato sulla media del triennio, non più su ogni singolo anno. Un costruttore che sfora nel 2025 potrà compensare facendo meglio nel 2026 e nel 2027. L’obiettivo complessivo non cambia: cambia il tempo per raggiungerlo. La proposta dovrà essere approvata da Parlamento e Consiglio.

Cosa può cambiare per chi sceglie l’auto

Gli effetti sul mercato sono indiretti, ma reali:

  • meno pressione sulle promozioni elettriche: senza l’urgenza di rientrare nei limiti entro fine anno, i costruttori potrebbero ridurre gli sconti aggressivi sulle auto a batteria;
  • più respiro per ibride e termici efficienti, che restano pienamente disponibili nei listini;
  • canoni di noleggio più stabili: le offerte sulle elettriche dipenderanno sempre più dalla strategia del singolo marchio.

Per chi noleggia, la regola d’oro resta quella di sempre: valutare l’auto per l’uso reale che se ne fa. Chi può ricaricare a casa o al lavoro e percorre tragitti prevedibili trova nell’elettrico costi di gestione molto bassi. Chi fa lunghe percorrenze senza punti di ricarica affidabili può orientarsi su un’ibrida. In entrambi i casi, il contratto di 3-4 anni permette di rivalutare la scelta quando il quadro sarà più chiaro.

Fonti: IPSOA – Proposta di maggiore flessibilità sugli obiettivi 2025 · Consiglio Ue – Testo della proposta

Categoria: Fisco, norme e incentiviElettriche e ibride