Il pacchetto automotive presentato dalla Commissione il 16 dicembre riapre la porta ai motori termici dopo il 2035. Ecco cosa prevede e cosa cambia (per ora) per chi deve scegliere l’auto
Su questo blog abbiamo seguito passo passo la vicenda dello stop ai motori termici: il primo voto del Parlamento europeo nel giugno 2022, l’approvazione definitiva nel marzo 2023. A fine 2025 la storia ha preso una nuova direzione. Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il pacchetto automotive, che ridimensiona l’obiettivo fissato per il 2035.
Cosa propone la Commissione
Dal 2035 un taglio del 90%, non del 100%. I costruttori dovranno ridurre le emissioni allo scarico delle auto nuove del 90% rispetto ai livelli del 2021. Il restante 10% potrà essere compensato attraverso strumenti di flessibilità, come l’uso di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Ue. In pratica, la vendita di auto nuove con motore termico non sarebbe più vietata del tutto dopo il 2035.
Supercrediti per le piccole elettriche europee. Prima del 2035 i costruttori potranno ottenere crediti aggiuntivi per le auto elettriche piccole e accessibili prodotte nell’Unione.
Furgoni. Per i veicoli commerciali, dove l’elettrico fatica di più, l’obiettivo di riduzione al 2030 scende dal 50% al 40%.
Flotte aziendali. Il pacchetto contiene anche una proposta dedicata alla decarbonizzazione delle flotte aziendali, un tema che riguarda da vicino il noleggio a lungo termine.
Batterie. Con il programma “Battery Booster” la Commissione mobilita 1,8 miliardi di euro per la filiera europea delle batterie.
Non è ancora legge
Come nel 2022, si tratta di una proposta: dovrà essere discussa e approvata da Parlamento europeo e Consiglio. I tempi e il testo finale potrebbero cambiare.
Cosa significa per chi noleggia
Per chi deve cambiare auto nel 2026 cambia poco nell’immediato: le auto disponibili sono le stesse e le regole sulle emissioni dei costruttori restano in vigore. Ma il segnale è importante:
- meno certezze sul futuro delle alimentazioni, e quindi sul valore residuo delle auto tra qualche anno;
- più spazio per ibride e plug-in anche nel medio periodo;
- attenzione alle regole sulle flotte: per le aziende, la proposta europea potrebbe introdurre obblighi specifici di elettrificazione.
In uno scenario normativo che cambia ogni due anni, la flessibilità vale oro. Ed è esattamente ciò che offre un contratto di noleggio di 36-48 mesi: la possibilità di scegliere oggi senza vincolarsi a una tecnologia per dieci anni.
Fonti: Il Post – L’Ue ci sta ripensando · Regione Toscana – Il pacchetto automobilistico Ue · Auto.it – Le principali misure del pacchetto · Akin – Steering toward 2035
