Stop ai motori termici dal 2035: ora è ufficiale, con la deroga sugli e-fuel

Il Consiglio Ue approva in via definitiva il regolamento: dal 2035 solo auto nuove a zero emissioni, ma con una porta aperta ai carburanti sintetici. L’Italia si astiene

A giugno 2022 vi avevamo raccontato il primo voto del Parlamento europeo sullo stop ai motori termici. Il percorso si è chiuso il 28 marzo 2023, quando i ministri dell’Energia dei 27 Paesi Ue hanno dato il via libera definitivo al regolamento sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni nuovi.

Come ci si è arrivati

Il testo, già concordato tra Parlamento e Consiglio, era stato approvato dall’Europarlamento il 14 febbraio. Il voto finale dei governi era però slittato per l’opposizione della Germania, che chiedeva garanzie sui carburanti sintetici (e-fuel). Il 25 marzo Berlino e la Commissione hanno trovato un compromesso, sbloccando l’approvazione.

Al voto finale l’Italia si è astenuta, insieme a Bulgaria e Romania, mentre la Polonia ha votato contro. Il governo italiano chiede che anche i biocarburanti siano riconosciuti come carburanti a emissioni neutre.

Cosa prevede il regolamento

  • dal 2035 potranno essere immatricolate solo auto e furgoni nuovi a zero emissioni di CO2;
  • deroga per gli e-fuel: la Commissione presenterà una proposta per consentire, anche dopo il 2035, l’immatricolazione di auto con motore termico alimentate esclusivamente con carburanti climaticamente neutri;
  • tappa intermedia al 2030, con riduzioni progressive delle emissioni medie dei veicoli nuovi;
  • nessun effetto sulle auto già circolanti e sull’usato.

Cosa cambia per chi deve scegliere oggi

La decisione non tocca chi guida già un’auto a benzina o diesel. Ma è un segnale chiaro per il mercato: i costruttori accelereranno sui modelli elettrici, e nei prossimi anni l’offerta di auto termiche nuove si ridurrà progressivamente.

Per chi sta valutando un’auto da tenere molti anni, il tema del valore residuo diventa ancora più importante. Ed è qui che il noleggio a lungo termine conferma la sua logica:

  • contratti di 3-4 anni permettono di adeguarsi all’evoluzione di norme e tecnologie senza vincoli a lungo termine;
  • il rischio di svalutazione resta in capo al noleggiatore;
  • chi non è ancora pronto per l’elettrico può scegliere oggi un’ibrida o un termico efficiente e rivalutare a fine contratto.

Il 2035 è una data. Il percorso per arrivarci, invece, inizia adesso: e conviene affrontarlo con la massima flessibilità possibile.

Fonti: SicurAUTO – 2035, ok definitivo (l’Italia si astiene) · Eunews – Via libera definitivo dall’Ue · HDmotori – Via libera dal Consiglio UE · Internazionale – Il futuro a batteria

Categoria: Fisco, norme e incentiviElettriche e ibride